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Senso comune. La parola lo dice tutto......comune. Questo significa che tutti lo hanno, o dovrebbero averlo. Non e’ sorprendente vedere quanto spesso le nostre decisioni stiano semplicemente tradendo il senso comune? Chitarra, studio e fede
sono state le costanti della mia vita, grazie alle quali ho potuto
fare, di tanto in tanto, un bilancio che mi ha permesso osservare lo
stato della mia crescita personale. Quella della chitarra
classica e’ una disciplina, ( l’abilita’ di controllare sia la vostra condotta che la vostra maniera di lavorare. disciplina: 1- 2- un metodo per abituare la nostra mente a controllare il nostro comportamento)
la chitarra e’ la vita in miniatura. Nel costante anelo di
raggiungere la perfezione musicale noi involucriamo tutto il nostro
essere. Quanto piu’ permettiamo a noi stessi di fare musica per i
motivi sbagliati, tanto piu’danneggiamo il sentiero per coloro che
vogliono far musica per i motivi giusti e molto probabilmente il nostro
lavoro non lascera’ un tracciato da seguire per le generazioni
future. In un recente E-mail un caro amico con piu’ di trenta
anni di esperienza come chitarrista mi ha descritto le sue impressioni
su di un concerto cui assistette in Texas. Parte del suo mail
dice: “Sto vedendo quello che tu stai vedendo in questo mondo
della chitarra. Il bisogno da parte del pubblico di ascoltare
musica riconoscibile ed io penso seguire questa strada.....ho
apprezzato i tuoi aggiornamenti a questo proposito! La musica del
concerto era al di sopra delle loro capacita’ di
comprensione......pezzi molto tecnici......un po’ di esibizionismo.” Nel nostro mondo, e specificamente nel mondo occidentale, il successo e’ divenuto qualcosa da misurare o che per lo meno sia misurabile. Quello che e’ peggio e’ che siamo spinti a credere che il successo in vita puo’ essere predetto sulla base di tali imperfetti strumenti come gli IQ o SAT tests. La vera ragione che ha creato questi mostri e’, in primo luogo, che gli esseri umani in generale hanno un complesso divino che li spinge a classificare tutto e tutti. La musica e le arti in generale sono sempre state il luogo, il rifugio per le anime libere e la creativita’, ed un luogo dove le persone provano attrazione per cose meno materialistiche. Il talento musicale e la creativita’ non sono riconoscibili attraverso questi tests incompleti perche’ talento e creativita’ appartengono all’anima, la piu’ alta e nobile parte degli esseri umani. Questa parte eterna e’ continuamente soppressa ed annullata.
Dopo il debutto di Segovia nel 1910 un critico locale – scrisse quanto segue: “Essi risero quando Andres Segovia si
sedette e si accinse a suonare la chitarra. L’audacia dell’uomo,
portando uno strumento per il flamenco nei secri ambienti delle sale di
concerto. Il critico fu profetico ed
ignorantemente inesatto. Segovia era evidentemente non parte di
un’industria, specialmente nel 1910, e non cambio’ la chitarra,
in effetti egli era iperconservatore (quando ci si riferisce a “cambio”
il nome di Narciso Yepes e’ quello che dovrebbe risaltare...). Il
talento di Segovia in effetti creo’ una gran quantita’ di misteriosi suoni che
i chitarristi popolari andalusi ( come anche la maggioranza dei
suonatori di oggi) non potevano nemmeno lontanamente immaginare e
inquanto alla precisione ed all’ordine
Segovia comprese che la magia della musica non dipendeva dalla
precisione bensi’ dalla capacita’ artistica e che mentre quello
che il piano ed il violino non potevano produrre, la chitarra riusciva
a farlo.......un’ampia tavolozza di colori “la giusta quantita’ di
note” e, suprattutto, uno strumento al quale ognuno poteva
relazionarsi. Il critico fu profetico
in quanto descriveva suonatori contemporanei con l’eccezione di
pochi. Il concertista in Texas, al quale mi sono riferito prima,
entra in questa profezia. Ecco un pezzo di un articolo del New York Times: MUSIC REVIEW; A Guitar More Democratically Inclined By ALLAN KOZINN “I chitarristi tendono ad “arrangiarsi”
sia per natura che per necessita’. Il loro strumento nella forma
classica e’ comparativamente discreto anche quando suonato a piena
forza e la disposizione delle sue corde e l’accordatura generano
stacchi di note da accordi e di contrappunti piu’ difficili da ottenere
di quanto si ottenga con le piu’ democraticamente costruite
tastiere. Musicisti di jazz e rock hanno sfuggito le limitazioni
dello strumento amplificandolo ed inventando accorgimenti elettronici
per sostenere, distorcere e colorirne il suono in ogni possibile ed
immaginabile maniera. I chitarristi classici sono stati piu’
conservatori: alcuni usano discreti sistemi di amplificazione, ed
alcuni altri hanno aggiunto corde, generalmente nei bassi”. |
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