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Maurice Ravel, "Boléro"
Versione e Diteggiatura:
Renato Bellucci

Le origini del bolero come forma musicale si trovano in Cuba, attorno al diciannovesimo secolo: un tipo di canzone popolare cubana emerse poi come uno stile individuale.

I bolero sono anche popolari in Spagna, ma sono profondamente differenti dal loro analogo latinoamericano.  Nella versione spagnola, le coppie ballano separate, mentre in America del Sud lo fanno abbracciate.  La versione del bolero spagnolo si scrive in 3/4 mentre quella latinoamericana è in 2/4 e 6/8.  Nel bolero sudamericano, i ritmi africani possono intuirsi.

Maurice Ravel Maurice Ravel (1875-1937). Francese, figlio di padre svizzero e madre spagnola, Ravel ha combinato il talento nell'arte dell'orchestrazione con il meticoloso comando delle risorse armoniche. Ha scritto in un linguaggio musicale che era interamente suo, nonostante i paragoni con Debussy, che aveva 12 anni più di lui. Uno stile profondamente impressionistico ma anche intensamente romantico.

"Il" Boléro è uno dei pezzi più conosciuti del pianeta, unico in ogni modo, riconoscibile dopo solo qualche secondo.  

Ravel è morto dalle conseguenze di un'operazione al cervello per un presunto tumore (poi effettivamente mai trovato, per cui le cause originali del danno cerebrale probabilmente risalgono al 1923 quando Ravel soffrì un colpo alla testa in un incidente stradale non grave), ed alcune ricerche recenti fatte da un team medico Britannico, e addirittura riconfermate in un articolo del New York Times del 2008, suggeriscono che le patologie sofferte da Ravel hanno inciso sulle sue ultime composizioni e che probabilmente si trovasse nelle prime fasi di una demenza frontotemporale quando ha composto il Boléro "...la famosa melodia ripetuta 18 volte senza cambi durante il pezzo dimostra il fatto che il compositore francese possibilmente stesse soccombendo al morbo (di Alzheimer). L'ossessione col ripetere parole e gesti è uno dei più notevoli sintomi di questa patologia"... Ora, con tutto il rispetto che merita un giudizio del genere, se dobbiamo vedere le cose in questo modo, il Canon di Pachelbel è un caso da manicomio, senza parlare poi di musica fatta sulla base di variazioni...e comunque, ogni volta che l'accordo sembra ripetersi, lo fa con sottilissime e geniali sfumature armoniche. Infatti, il principale controargomento all'ipotesi del Bolero come risultato delle stereopatie dell'Alzheimer è il fatto che Ravel ha deliberatamente pianificato la struttura sperimentale del Boléro, con tanto di annotazioni in grande dettaglio. La sua intenzione era quella di ripetere il motivo 'su diversi piani orchestrali ma senza sviluppo'. Testuali parole di Ravel, che è rimasto sbalordito dall'istantaneo successo del pezzo.

La musica del Boléro fu introdotta a livello mondiale nel 1979 da Blake Edwards nella commedia di Warner "10" (Dudley Moore, Bo Derek). La trascrizione per chitarra che mi permetto di proporre è irresistibile... è un magnete di applausi ed è molto impressionante... le sfide tecniche sono ben definite ed è un pezzo obbligatorio di qualsiasi repertorio chitarristico.
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VIDEO 1:

Analisi:
Questo è il palco ritmico sul quale si muoverà la mondialmente famosa melodia ipnotica del Bolero. Identifica i gruppi ritmici perché si ripeteranno senza fermarsi, creando un fantastico contrasto con la melodia danzante.
Noterai che l'opera è cosparsa di terzine. In poche parole, una terzina fa entrare 3 note dove normalmente ne entrerebbero solo 2, creando un'aggraziata figura musicale e ritmica, molto particolare e istantaneamente riconoscibile.


Asunción, 16 settembre 2005
Revisione: 25 dicembre, 2012

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