




|
Maurice
Ravel:
BOLERO
Le origini del bolero si
trovano in
Cuba, attorno al diciannovesimo secolo: un tipo di canzone popolare
cubana
emerse poi come uno stile individuale.
I bolero sono anche
popolari in Spagna, ma sono profondamente differenti dal loro analogo
latinoamericano. Nella versione spagnola, le coppie
ballano separate, mentre in America del Sud lo fanno abbracciate.
La versione del bolero spagnolo si scrive in 3/4 mentre quella
latinoamericana è in 2/4 e 6/8. Nel bolero sudamericano, i
ritmi africani possono intuirsi.

Maurice Ravel (1875-1937).
Francese, figlio di padre svizzero e madre spagnola, Ravel ha
combinato il talento nell'orchestrazione con il meticoloso
comando delle risorse armoniche. Ha scritto in un linguaggio musicale
che era interamente suo, nonostante i paragoni contemporari con
Debussy, che come compositore aveva oltre 20 anni
più di lui. Uno stile profondamente impressionistico, pieno di
un gran romanticismo.
"Il" Bolero è uno
dei
pezzi più conosciuti del pianeta, unico in ogni modo,
riconoscibile dopo solo alcune misure.
Ravel è morto da
un
tumore nel cervello ed alcune investigazioni recenti fatte da un
dottore Britannico indicano che soffriva da Alzheimer perche "...la
famosa
melodia
ripetuta
18
volte
senza
cambi
durante il passaggio del
pezzo dimostra il fatto che forse il compositore francese possibilmente
stesse soccombendo alla malattia. L' ossessione col ripetere parole e
gesti è uno dei più
notevoli sintomi di questa patologia"... Adesso,
con tutto il rispetto che merita un giudizio del genere, se dobbiamo
vedere le cose in questo modo, il Canon di Pachelbel è un caso da manicomio, senza parlare poi di
musica fatta sulla base di variazioni...e comunque, ogni volta che
l'accordo sembra ripetersi, veramente ha una sottilissima differenza.
La musica del Bolero fu
introdotta a livello mondiale nel 1979 da Blake Edwards nella commedia
di
Warner "10" (Dudley Moore, Bo Derek).
La trascrizione per chitarra che mi permetto di proporre è
irresistibile...
è un magnete di applausi ed è molto impressionante... le
sfide tecniche sono ben definite ed è un pezzo obbligatorio di
qualsiasi repertorio chitarristico. |