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-INSEGNAMENTO DI CHITARRA
Corso intensivo di chitarra in Paraguay con Renato Bellucci 2006-2007
Corsi intensivi di chitarra 2006-2007 in Paraguay con Renato Bellucci: Il mio studio: il
luogo dove trascorro la maggior parte dei miei giorni. Il luogo dove io
¨rifinisco¨ il talento donatomi da Dio. Se cresco come
persona-musicista 1 millimetro al giorno, so di essere sul cammino
giusto. La vita é una scala che noi possiamo salire o
discendere. Non ci si puó fermare in un posto. Stare fermi
é come morire. Io insegno
prevalentemente in Assunzione. Spesso ricevo la visita di
studenti-chitarristi provenienti da differenti parti del mondo.
Esistono convenienti voli internazionali giornalieri sia
dall´Europa che dagli Stati Uniti, e connessioni con Asia oltre
ad un eccellente hotel tedesco nei pressi del mio studio, che sono
degli ¨accessori¨ideali per coloro che desiderano conoscere il
Sud America e studiare direttamente con me in persona. La vita in Paraguay non é cara, particolarmente se non si dipende dalla locale situazione economica e politica.
L´assistenza medica é eccellente ed altrettanto lo sono le comunicazioni in generale. Non é necessario che portiate una chitarra a meno che lo preferiate. Io ve ne presteró una. Sia che siate un principiante o un professionista di lunga data.....Venite! La democrazia inizió
in Paraguay in 1989, dopo un colpo di stato che pose fine a 33 anni di
lunga e dura dittatura militare. Paraguay é un pó
piú grande di Italia, ma con una popolazione di solo 5 milioni,
ed una volta qui potrete visitare molti bellissimi luoghi. Le
cascate di Iguacu, a soli 300 chilometri da Assunzione, sono
definitivamente un´attrazione mondiale, come lo sono le Riduzioni
Gesuitiche dissemínate su tutto il sud. Retengo che il
piú grande errore che compiano i turista
¨standard¨quando vengono in Sud America é quello di
recarsi prevalentemente in metrópoli come Sao Paulo, Buenos
Aires, Caracas. Inoltre, essendo queste extremamente pericolose
per la criminalitá, rappresentano le tipiche cittá:
ostili, pericolose, ecc. La sola cittá che
giustificherebbe il rischio é Rio de Janeiro. Questa
cittá deve essere vista. Io ho vissito in Rio per 1 anno e
nonostante fossero gli anni 70 ed io un adolescente, sono rimasto
stupito dalla sua bellezza ed esuberanza. Alcuni grandi
chitarristi ed insegnanti vengono da questa stupenda cittá
(Marcelo Kayat, Abreu Brothers). La vera Sud America é in luoghi
come Ouro Preto, Angras, Cabo Frio, Tierra del Fuego, Il Chaco, il
grande Pantanal. Questi luoghi, oltre ad essere pittoreschi, mantengono
vivo lo spirito sudamericano. Ritengo che sia un pó come
pensare che avendo visitato New York si conosca l´America. Mi
sentí molto piú in America quando ero in Akron-Ohio, dove
la dimensione umana era molto piú sentita. ![]() Con il crescere come chitarrista e sentendo che il luogo dove vivevo allora (Paraguay) aveva raggiunto il massimo che potesse offrire ad un ragazzo di 22 anni, cominciai a pensare alla Spagna dove vivevano i grandi nomi della chitarra classica, o cosí io pensavo. La spinta definitiva me la forní un mio caro maestro: ¨Renato, vai in Spagna, Segovia vive lí...potrebbe aiutarti a crescere d´ora in avanti...¨ Inoltre aggiunse queste parole che mi colpirono profundamente: ¨Egli ha quasi 90 anni...se tu potessi solo essere fotografato accanto alla sua bara, non te ne pentiresti mai...¨ Bene, andai in Spagna, ed ottenni molto di piú che una fotografia al funerale del maestro spagnolo. Avevo un hobby che ancora coltivo, fotografia. Portai la mia camera assieme alla chitarra ovunque. Dopo un anno in Spagna, collezionai, oltre a numerose fotografie con i grandi nomi della chitarra classica, anche parole di incoraggiamento. Ero di nuovo allo stesso punto. Suonavo in molti concerti grazie ad avere avuto quei ¨nomi¨da qualche parte nel mio curriculum. Lezioni sporadiche con questi maestri non mi facevano sentire piú sicuro di quanto lo fossi prima (tecnicamente parlando). Certo, mi resero piú coscente della mia scelta, ma ció non era sufficiente. La Provvidenza aveva i suoi piani per me e, dopo aver bussato a tante porte, le mie preghiere furono esaudite. Jose Tomas mi disse ¨Ascolta, tu vieni dalla lontana Sud America cercando un maestro....hai mai considerato andare a Montevideo, in Uruguay...Abel Carlevaro vive lí...¨ Non avevo mai sentito questo nome, ma stimavo Tomas perché era una buona e sincera persona. Mi dissi: ¨Alicante é bella, Tomas é disinteressato, ma Montevideo é a soli 1000 miglia da casa...¨ ….Andró ad Assunzione per il Natale e mi fermeró a Montevideo per conoscere questo maestro uruguaiano (Ricordate che quelli erano gli anni 80 ed il nome di Abel Carlevaro stava cominciando a risuonare nei piccoli circoli fuori dall´Uruguay, principalmente dovuto al fatto che i suoi studenti stavano vincendo tutti i piú prestigiosi concorsi chitarristici)…che ho da perdere?" Bene, non so se ero
piú attonito o che? Il maestro mi disse: ¨Suona
qualcosa per me...¨ Lo feci, suonando Bach Prelude BWV 999.
Quando lo finí mi disse: ¨ Ti senti piuttosto insicuro
con la tua mano destra, vero?¨… ¨ La tua schiena deve dolerti
dopo pochi minuti di suonare...¨... ¨Ti piacerebbe che il tuo
suonare fosse naturale e tutti quegli stridii disapparissero?...ecc.
Dopo Natale, mi trasferí a Montevideo dove per la prima volta
sentí ¨che il cielo era il limite!¨. Il maestro mi
insegnó a PENSARE chitarra e mi aprí una serie di
inaspettati orizzonti musicali. Fu il primo maestro che mi chiese ¨
Cosa sogni di poter suonare?¨…quando risposi ¨Bach
Chaconne¨, lui disse ¨ok...¨(Lo dissi con lo stesso tono
con cui uno direbbe ¨Voglio raggiungere le stelle ed essere di
ritorno in 5 minuti). Quello stesso giorno avevo la partitura davanti a
me e stavo suonando il mio sogno per la prima volta in 23 anni. Racconto questa storia perché so che molti colleghi devono sentire che il loro suonare é in stallo o che non stanno progressando. In una professione come quella del chitarrista il tuo maestro DEVE essere qualcuno che ti ispiri costantemente e tu devi essere pronto a fare i passi necessari per sbloccare il tuo suonare. Io posso affermare alcuni fatti ma il seguente é certamente uno dei pochi: Se il tuo maestro ti fa credere in te stesso, sarai un gran suonatore indipendentemente dal ¨nome¨ del maestro. I miei maestri sono stati
molti dovuto al fatto che mio padre era un funzionario del
Segretariato Generale delle Nazioni Unite e quindi spesso assegnato in
differenti nazioni, e sento che ció mi pone in una categoria
differente da quella di chi ha avuto lo stesso maestro per molti anni.
Non sono mai stato con lo stesso maestro per piú di 4 anni.
L´unica cosa che ho fatto, una volta maggiorenne, ed i miei
genitori si sono assicurati che lo fossi prima che io potessi decidere
da solo, fu di assicurmi che il mio maestro fosse tra i migliori
disponibili, anche se ció non fu facile, come il presentarmi a
casa del maestro con la mia chitarra, chiedergli di lasciarmi suonare
un pezzo e dirgli che desideravo studiare con lui. Quando
si é disposti a tanto, si sta mandando un messaggio molto
piú efficace di quanto tu creda. I buoni maestri vedranno,
oltre alle tue abilitá nel suonare, anche la tua decisione e
motivazione senza le quali una carriera musicale é semplicemente
impossibile. Suono la chitarra classica da circa 10 anni e cominciai a farlo con grande entusiasmo. Ho studiato nel Regno Unito ed in Irlanda ma sfortunatamente mi sono imbattuto in un maestro in Irlanda ossessionato dal ¨tradizionale¨ modo di insegnare la chitarra. Mi faceva suonare scale, arpeggi e gli studi di Sor TUTTO IL TEMPO. In effetti il mio leggere la musica e tecnica beneficiarono da ció, ma io persi il desiderio di suonare…Agli inizi di quest´anno decisi, impulsivamente, di andare in Paraguay a studiare con Renato. Che differenza! Inmediatamente mi rese piacevole suonare di nuevo la chitarra ricordandomi che la tecnica é al servizio della musica, e non il contrario. Niente studi di tecnica ma veri pezzi e piccoli frammenti di tecniche tesi a risolvere veri problemi, e, mentre in Paraguay ho anche comprato l´amore della mia vita, una chitarra da concerto Mangoré. Vale quello che costa ed ora debbo suonare minimo 2 ore al giorno. Un gran maestro, un gran sito ed io posso garantire per Renato, la sua famiglia, Assunzione ed il Paraguay come un piacevole luogo da visitare. Iscriviti, compra una chitarra e vai lá – ne vale la pena. John Burton Sono
arrivato al sito web di Renato dovuto alla maniera logica con la quale
analizza la musica e particolarmente ho trovato e sentito che la
maggioranza della digitazione era giusta e giustificata. Avendo
trascorso 2 settimane con Renato in Paraguay, ho di persona
sperimentato le sue eccellenti qualitá di maestro e la sua
disponibilitá a condividere il suo ampio conoscimento della
chitarra a un livello virtuoso. Aiuta ad auto-insegnarsi
piuttosto che imporre una particolare struttura da seguire. Ulf Osterberg
Dartmouth
College, USA
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